admin novembre 14, 2016 Nessun commento

A settembre 2016 il bonus Renzi di 80 euro continua a far parlare di si; dopo le dichiarazioni dei redditi, infatti, 1,4 milioni di contribuenti hanno dovuto restituire parziale o integralmente il bonus 80 euro riconosciuto in più in busta paga dal proprio datore di lavoro. Questo perchè l agevolazione riguarda soltanto a coloro che possiedono redditi complessivi compresi tra gli 8.000 e i 26.000 euro lordi annui. Se un lavoratore ha percepito redditi aggiuntivi diversi da quelli del lavoro dipendente (es. casa in affitto) e ha superato la soglia prevista di 26.000 euro, allora non è più beneficiario del bonus 80 euro. Ma come è funziona davvero il bonus Renzi, e a chi spetta veramente? Proviamo a scoprirlo insieme.

Il problema della restituzione bonus 80 euro nasce dal fatto che solo a fine anno è possible conoscere con certezza il reddito complessivo di un lavoratore. Ecco perchè molti commercialisti consigliano ai lavoratori che hanno dubbi di rinunciare al bonus; a fine anno, dopo aver calcolato il reddito complessivo, se si risulta rientrante fra i beneficiari si può ricevere il bonus spettante in un unica soluzione. Altrimenti si rischia di dover restituire allo Stato una cifra che si aggira intorno ai 1.000 euro con il conguaglio fiscale di dicembre. Come accaduto anche a quei lavoratori che non raggiungono gli 8.000 euro lordi annui, e potrebbero aver percepito il bonus senza averne diritto e perciò devono restituirlo. Si tratta in totale di 341.000 italiani che a giugno 2016 si ritrovano in questa situazione e che, pur avendo un reddito molto basso, devono adesso restituire allo Stato quanto percepito indebitamente nell’ultimo anno.

Chi ha davvero diritto al bonus? I contribuenti che ne hanno diritto sono coloro che percepiscono redditi da lavoro dipendente (e alcuni redditi assimilati) al netto del reddito da abitazione principale fino a 26 mila euro, purchè l imposta lorda dell anno sia superiore alle detrazioni per lavoro dipendente. Il credito spetta invece se l imposta lorda è azzerata da altre detrazioni, come quelle per carichi di famiglia. Il bonus complessivo di 960euro, ovvero 80 euro mensili, vale per i redditi fino a 24mila euro. Se il reddito oltrepassa i 24mila il bonus diminuisce gradualmente fino a 26 mila.

Riassumendo il bonus di 80 euro spetta a: lavoratori dipendenti, lavoratori con  contratto di collaborazione, lavoratori che percepiscono cassa integrazione, indennità di mobilità o disoccupazione, soci lavoratori delle cooperative, titolari di borse di studio e lavoratori socialmente utili.

Il bonus 80 euro non spetta a titolari di Partita IVA, pensionati, e lavoratori con redditi inferiori agli 8.000 euro lordi annui o superiori ai 26.000. Quest’ultimo caso però è ancora materia di discussione. Infatti il Governo sta pensando di far rateizzare la restituzione del bonus a chi l’ha ottenuto senza avere i requisiti o di fare dietrofront, e confermare i bonus per quei lavoratori che guadagnano meno di 8.000 euro l’anno.

Non solo però, perchè il Governo sta pensando di allargare il bonus anche ai pensionati. Le proposte sul tavolo dell esecutivo sono diverse. Si parla della possibilità di un integrazione di 80 per chi percepisce trattamenti bassi attorno ai 750 , ma anche di alzare l asticella per la soglia di reddito che dà diritto alla ricezione della quattordicesima, portandola a 1.250 mensili. In questo caso si andrebbe a intervenire con un agevolazione che, nell eventualità di una concretizzazione, riguarderebbe circa 1,3 milioni di persone di età superiore ai 64 anni.