Editore gennaio 18, 2017 Nessun commento

Insieme all ottimismo, calano anche i risparmi degli italiani. è quanto emerge da una ricerca internazionale realizzata dal gruppo assicurativo Aviva , che dal 2004 analizza la propensione all investimento e al risparmio da parte dei consumatori. La maggior parte degli italiani infatti si dice poco speranzosa per quello che riguarda il futuro e poco fiduciosa per la situazione del mercato finanziario. Mancando questi presupposti, sono molto meno gli euro che vengono dedicati al risparmio.

Parallelamente al calo della fiducia, sia rispetto alla situazione economica generale, sia alla propria situazione familiare, cala anche la media mensile del denaro che gli italiani “investono” garantirsi un futuro più sereno, passando da 306 a novembre 2013 a 265 a luglio 2016. Tuttavia, il 48% degli italiani si dice convinto della possibilità di mantenere stabili sia i propri livelli di risparmio, sia quelli di investimento, nei prossimi 12 mesi. L intenzione di aumentare quanto destinato al risparmio, invece, è indicato solo dal 15% degli intervistati, a fronte di una media del 33% negli altri Paesi inclusi nello studio. A oggi, 1 italiano su 2 è titolare di un prodotto finanziario di risparmio, mentre le cifre scendono a 1 su 3 per i prodotti di investimento e a circa 1 su 10 per la previdenza integrativa. Segni tangibili di come nel Bel Paese manchi ottimismo e di conseguenza salga la paura di investire.

MOTIVAZIONI E SCELTE  
Nella classifica delle ragioni che spingono gli italiani al risparmio, la famiglia viene al primo posto (31%), seguita dalla gestione delle emergenze (26%). Pesano meno i viaggi (18%), le spese generali (16%) e il denaro accantonato in vista della pensione (15%). Qual è invece la priorità quando si sceglie un prodotto di investimento o risparmio? Al di lì della sicurezza dell investimento stesso, un tasso di ritorno garantito è il fattore che conta di più per il 16%, mentre per l 11% è cruciale ottenere il migliore rendimento sul mercato.

SICUREZZA FINANZIARIA E OSTACOLI
Solo il 19% degli italiani si sente finanziariamente sicuro di fronte all imprevisto, a fronte di una media internazionale pari al 32%. Il tipo di investimento maggiormente scelto è quello a breve termine con la possibilità di accedere ai risparmi in caso di necessità (52%).

A frenare gli italiani dal risparmiare o dall investire è principalmente l impossibilità di poterselo permettere (26%), anche per via di prestiti o debiti già esistenti (9%) che risulta comunque inferiore di 7 punti percentuali rispetto alla media degli altri paesi. Altri freni dell investimento sono la mancanza di fiducia nelle istituzioni finanziarie indicata dal 18%, mentre la paura di perdere il proprio denaro pesa per il 15%.

L’intenzione di risparmiare per sostenersi durante la pensione è in linea con quella degli altri Paesi. Il 21% degli italiani pensa di incrementare le cifre destinate al sostentamento al termine della carriera lavorativa nei prossimi 12 mesi, mentre il 45% è intenzionato a mantenere i livelli attuali. Nella pratica, solo il 33% degli italiani mette regolarmente denaro da parte in vista della pensione, a fronte di una media globale del 40%. Più del 60% ritiene che sia responsabilità del governo preoccuparsi degli anziani.

Tuttavia, solo il 30% degli italiani che non ha ancora varcato la soglia della pensione vede nella pensione statale un elemento su cui contare per il proprio sostentamento al termine della carriera lavorativa, mentre 2 su 5 circa hanno fondi di previdenza. La proporzione di chi crede che dovrà continuare a lavorare è la medesima.

Gli italiani più preoccupati di non potersi garantire un adeguato standard di vita quando andranno in pensione sono sicuramente le fasce più giovani 18-34, ma sono le stesse purtroppo incapaci di attivarsi per un risparmio finalizzato alla pensione. In generale le donne rappresentano sicuramente la parte più esposta al problema pensionistico.

L’ANALISI
Il risultato che viene fuori dall’indagine dell’Ania è sorprendente fino ad un certo punto. Perchè se da un lato è vero che gli italiani sono conosciuti per essere un popolo di risparmiatori, dall’altro sono tra quelli meno assicurati d’Europa. Segno che nel Paese sono in pochi ad investire su fondi assicurativi, polizze sulla vita o fondi pensione che potrebbero garantire un futuro più sereno. Tutto ciò nonostante la sicurezza che garantiscono questo tipo di prodotti rispetto a quelli bancari, più variabili (a seconda di come si muove il mercato) e incerti.